Notizia del dalla Redazione di Liquida
La Biennale di Venezia scommette sull'Italia
Dopo anni di curatela delle arti visive affidata a nomi stranieri, il cda della Biennale d'arte di Venezia ha scelto l'italiano Massimiliano Gioni come direttore artistico: profilo di un 38enne atipico
Massimiliano Gioni arriva dalla scuderia della rivista Flash Art, che se ultimamente si è fatta una pessima pubblicità col caso dello scambio di lettere tra direttore e aspirante collaboratrice, resta il maggior polo di riferimento italiano per la critica d'arte contemporanea.
Caporedattore della sezione newyorchese della rivista a soli 27 anni, oltreoceano Gioni ha aperto con Maurizio Cattelan la Wrong Gallery e nell'autunno 2010 è stato nominato Associate Director e Director of Exhibitions del New Museum of Contemporary Art di New York.
Francesco Bonami, l'ultimo direttore artistico italiano della Biennale d'arte, nel 2003 gli affidò "La zona", e sempre in quello stesso anno al giovane critico viene affidata la direzione della Fondazione Trussardi di Milano. Ma Gioni si è distinto anche per aver diretto nel 2010 l'ottava Biennale d'arte di Gwangju in Sud Corea, primo europeo, richiamando 500mila visitatori, nel 2006 la quarta Biennale di Berlino e nel 2004 la quinta edizione della biennale d'arte itinerante Manifesta.
Per la musica la Biennale ha scelto il compositore Ivan Fedele, mentre ha onfermato le altre due nomine del 2010-11: Àlex Rigola per il teatro, Ismael Ivo per la danza.